Il caso di viale Jenner finisce nel mirino dell’Ue
Pubblicato da laxcena su Luglio 13, 2008
L’Europa ha drizzato le antenne anche sul caso-moschea, e si dice pronta a esaminarlo. Lo ha annunciato ieri il commissario Ue alla Giustizia e alle libertà civili, Jacques Barrot: «Mi sembra un problema di carattere nazionale – ha detto – se ci saranno denunce di discriminazione noi le esamineremo, soprattutto mentre stiamo valutando la direttiva in materia».Lo «sguardo» dell’Ue complica un quadro già ingarbugliato. Si resta in viale Jenner? Si va al Vigorelli? L’assessore leghista Davide Boni conferma che allo studio, in Regione, ci molte soluzioni, e che quella dell’ex ospedale Pini è «una delle tante, una delle più interessanti, una su cui stiamo lavorando concretamente con il prefetto, basterebbe tagliare l’erba, e si eliminerebbe il problema del Vigorelli». Restano in pista anche l’ex Alfa Romeo di Arese, o lo stabilimento in via Rubattino, a due passi da Linate, per il quale però il Comune aveva immaginato un progetto diverso. L’altra possibilità è Rho-Pero, che tuttavia non sembra gradita ai centri musulmani, che – anche simbolicamente – vogliono restare nel Comune di Milano.Il punto su cui la Lega non retrocede dalla linea tracciata dal ministro Maroni, via prefettura, è la priorità: lasciare viale Jenner. «È incredibile che si cerchi di scaricare le responsabilità da un assessore all’altro», dice Boni, che invita il centro islamico a non creare problemi di canone: «Ognuno faccia il suo mestiere, non possiamo accettare ricatti».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275782